mercoledì 25 marzo 2009

di come..

Di come l'acquisto in una chiavetta internet possa diventare l'argomento di un post.


Ci sono scelte nella vita che ti portano a ragionare su chi sei, su cosa vuoi fare e su dove stai andando. Ma non è questo il caso, anche perchè come si può percepire dal titolo stiamo parlando di qualcosa aldilà dei reali bisogni.
Anche se, non c'è che dire, il mio ultimo acquisto a fatto lavorare un bel po 'il cervelletto. Ma, voglio sottolinearlo, di certo ora che ce l'ho non ho assolutamente una maggiore consapevolezza su chi sono, su cosa voglio e su dove sto andando.

Ed ecco allora che esce fuori un post che non ti aspettavi.

Ma si sa che avere aspettative punti di riferimento oggi come oggi è solo un modo per far finta di niente su ciò che realmente è.


Non c'è dubbio che se vent'anni fa mi avessero chiesto come sarebbe stato il futuro, di certo avrei descritto robot, macchine volanti e viaggi interstellari. E mai avrei parlato di Internet, anche perchè a parte che in qualche stanza lassu in svizzera, non esisteva, nel visionario collettivo qualcosa che potesse rappresentare internet.[che poi Internet mi sembra una parola così vaga, così distratta così imprecisata]. Questo per esprimere un pensiero che mi porto dietro da un po'. Che l'ultima rivoluzione culturale che la società ha subito [o prodotto... boh!?] è stata quella di internet.

E vi parlo dal corpo di uno che comprò il suo primo PC [in realtà ero partito con il commeodre64, per passare poi all'amiga ma eviteriei] con installato MS-DOS, che per aprire windows [che manco era tanto chiaro cosa fosse Windows] pisognava digitare win e premere enter. Ma in realtà di PC, a livello tecnico, ci ho sempre capito poco [quando mi spiegavano cosa fosse una soundblaster io non riuscivo proprio a capire].
Insomma per dirvi che a me il mondo-computer mi ha sempre attratto, e di conseguenza dopo il primo computer [1994] oggi ho un portatile [regalatomi da mio fratello]; il mio secondo portatile [perche il primo risale al 2001 - windows ME].

Okkei mi sa che non sono fatto per questo tipo di post sto uscendo un po' fuori traccia.

Ora, visto la mia situazione di senza casa, di cittadinoindeciso, di vagabondo tecnologico, ho deciso che internet, io, dovevo avercelo sempre a portata di mano.

Perchè sì, Internet per molte cose fa schifo.

Ma è pur sempre l'ultima rivoluzione e, come ogni rivoluzione, bisogna prenderla così com'è, che di tempo e di modo per denigrarla, ce ne sarà.


Che quando e viva, la rivoluzione, bisogna viverla, senza starci troppo a pensare.



E allora via in giro in bici per la città del tramonto a cercare, a capire, a cercare di capire.

"Sono precario, flessibile, apparentemente instabile e inaffidabile, dinamico e pigro... cosa mi consiglia?"

E già perchè averci una chiavetta internet è da considerarsi uno status simbol:

Sul treno c'è gente con la chiavetta,

al parco c'è gente con la chiavetta,
al bar c'è gente con la chiavetta,
al mare c'è gente con la chiavetta,


che poi chi può negare che in fondo internet... a che serve? a parte se lavori, a parte che se devi comunicare a parte che... ma la gente non sa che farci col tempo libero e si sa che internet, beh il tempo se lo divora.

Ma non sto parlando di funzionalismo ma di simbolismo,

[oddio ora qualche sociologo si sentirà chiamato in causa... vabbè dai dì].


Il bisogno non è collegato all'utilità, ma al fatto di essere collegato o di poterlo fare quando vuoi.


Di sapere che lì c'è tutto quello che ti serve.

Una volta che nella realtà hai già tutto quello che ti serve.


Perchè se non ce l'hai quello che userai per sostituirlo è virtuale.
Ed è lì la rivoluzione. o meglio è li che, a mio parere, fallisce la rivoluzione. Ma questa è pura polemica/provocazione che spero nessuno colga.



Ma torniamo al discorso originario. La chiavetta internet. a che mi serve?

partiamo dal presupposto che un internet point, ad oggi costa intorno ai due euro all'ora [euro più euro meno], che se uno non c'ha casa, beh averci internet a casa è un problema...e sapere che là dove andrai, che mica lo sai se c'è internet,

beh.. a me internet serve.


Beh l'utlizzo primario è cercare lavoro.
[CHEDILAVOROCEN'E'!]
[SI CEN'E'!]

che lavoro oggi come oggi non significa solo lavorare ma anche cercare lavoro.
e di conseguenza
DILAVOROCEN'E'!

che mi chiedo come si faceva, prima di internet, a cercare lavoro.


Il secondo e portare avanti il Blog.
Già.
che è stimolo a scrivere, e deposito di pensieri e di ricordi.

E basta. Fondamentalmente tutto si ferma quì.

Chiaro poi c'è controllare i treni, controllare i cinema, controllare la mail, controllare i concerti, controllare i voli, controllare come va in giro...
ma è tutta roba che se ne può fare a meno dai, o meglio, ci sono altri canali per questo.

Ah no! dimenticavo, avere la possibilità di vedere cosa di nuovo creerà questa rivoluzione. Che siamo tutti curiosi no? E chiaramente la curiosità è la forza di ogni rivoluzione. Quando tutti smetteranno di essere curiosi di sapere cosa c'è di nuovo sulla rete beh, la rivoluzione finirà.

E allora volevo una chiavetta libera.
Senza vincoli, senza obblighi: se mi servi ti uso se no mi dimentico di te. Merce. Prodotto. niente di più.

E allora via in giro in bici per la città del tramonto a cercare, a capire, a cercare di capire.

E allora è stata una buona occasione per rivedere la città a risentirla a riodorarla. E devo dire che ho trovato molte delusione [gente incompetente e totalmente all'oscuro dei minimi requisiti per essere mercante - che ormai tutti vogliono essere mercanti ma pochi lo sono]
ma anche gente fortissima chiara, precisa e capace di spiegarti le cose come stanno.
[E allora voglio fare pubblicità a queste persone che veramente sono brave.

Taranto. Via Cavallotti, 51.


Se vi serve un cellulare, una chiavetta o raba simile, beh andateci senza rischi che so' proprio bravi. E non sono miei parenti]

E alla fine il mio acquisto è stato questo.

Chiavetta "tre" 59 euro con 20 ore di traffico.
dopo le 20 ore, 0,90 centesimi all'ora [il conteggio è fatto a minuti ma paghi l'ora in anticipo.]

In alternativa l'altra tariffa può essere


- 9 euro al mese con 50 Mb al giorno
- 3 euro a settimana con 100 Mb al giorno

tutto rigorosamente prepagato [senza abbonamento per intenderci]
ed era esattamente quello che volevo.
Ora, qualche inghippo uscirà di sicuro.

Ma ora si che mi sento un precariovagabondorivoluzionario di serie "A".


E scusatemi per questo post, spero di non apparirvi fastidiosamente borghese, ma sufficientemente confuso.

Saluti

6 commenti:

  1. Ammazza quanto hai scritto.

    Passi per la quantità ma per la miseria... non il giustificato...

    Il giustificato: NO!!!NO!!!NO!!!

    Comunque riguardo la chiavetta, io non ci credo... NO!!! NO!!!NO!!

    (oggi sono in giornata negazione...)

    Internet è sopravvalutato... usa la telepatia.

    O il morse:

    _____ --- ___- _______ ____-

    (se ho scritto insulti perdonatemi... non conosco il morse)

    Ciao bello

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  3. a funzionalismo simbolismo me so n'attimo persadispersa...poi mi sono riavuta...e che cazzo chupito mi hai dato davvero delle info utilissime!

    no..davvero....sono andata ieri in un negozio per capirci qualcosina e decidere cosa comprare..(che come dici tu cercare lavoro è un lavoro, decisamente più faticoso e stressante di un lavorolavoro mavabbè va così) e il risultato prevedibile fin dall'inzio è stato che non c'ho capito una ceppa.

    ora si però. ah si. Grazie ragazzo, mi hai illuminata. che al parco a piedi nudi sull'erbetta ancora fresca, il girovagare on net...decisamente più bucolico e meno tecnologico.

    che il verde cura =)


    salutelli Chupito


    K.

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  4. La categoria è l'accessibilità. La chiavetta rende l'accesso alla rete maggiormente accessibile. Flessibile. La maggiore accessibilità favorisce anche la sostituzione del reale al virtuale, ma ne è solo una delle sfaccettature. La qualità dell'interazione uomo-macchina è comunque determinata dal soggetto, che rifiutandola però rischia di auto escludersi. In un paradossale limbo tra passività e libera scelta.

    In quanto il sistema rende l'interazione uomo macchina una condizione per l'accesso ad alcune possibili opportunità di agire.


    Il valore simbolico è altro.


    Hai talento antropologico da vendere.


    Amico Catoblepa

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  5. Allegramente confuso, direi!

    Evvai!!!!

    Un giorno che sei a Roma, vieni a casa mia.

    Io mi connetto sulla sua linea e tu ti attacchi alla mia (con risp parl)..

    Scambio e condivisione alla pari, che ne dici?!?

    Volendo, siore e siori, posso aggiungere uno spaghetto alla carbonara alla prima telefonata di profeta!

    Venghi, venghi, signò!!!!!!

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  6. K, essendo k e quindi frikkettona [o freakkettona, come dir si voglia] the net on the grass mi sembra abbastanza allineata con le argomentazioni,


    catoblepa, il limbo tra passività e libera scelta è quello che mi piace di più


    biondo, mi so perso sullo scambio di linee, ma visto che di linee si parla, aggiugiamoci uovo e pancetta, e sia per du spaghi!

    puoesse...

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