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lunedì 10 gennaio 2011

In attesa alla stazione

seduti su una panca
senza spagliera ma con un ferro nel mezzo,
per poggiare il braccio ma è impossibile sdraiarsi.
Io e lei, equidistanti dal centro
provando ad abbracciarci, ma con il ferro freddo nel fianco.

Siamo li in attesa dell'addio.
Io e te e il nostro immenso amore
amore dal primo all'ultimo istante.
Ma ormai l'addio è certezza

Che già rimanemmo abbracciati,
a guardarci per ore,
sussurrando sentimenti senza timore.
E guardarti dormire e riempirti di carezze.

E ormai si era pronti per dirsi addio.
E il timbro secco della scatola gialla, a marchiare l'ora e il giorno.
Un ultimo abbraccio.

Poi sul binario l'uomo col capello tondo a dirci che sarebbe durato altre due ore il nostro addio.
"Il treno è in ritardo, guasto alla linea"
E il cuore, colmo di già malinconia, per un attimo si illuse.
Ma era chiaro l'inganno.
E quelle due ore,
in silenzio, senza più dire una parola.
E sguardi e sorrisi, e tu con gli occhi chiusi.
E a metà del percorso si era intrappolati
in quella attesa grottesca.
Che impietosa congelò ogni emozione
(che senso ha aspettare ancora?)
"E possibile che i treni in questo paesa non funzionino mai" urlai al controllore.
E il pensiero gia pensava al poi, impriginato nel quando.

Finche il treno arrivò.
Solo un tuo sorriso sciolse la rigidità di quel lungo addio.
E gia, uscendo sul piazzale, la malinconia ritornò.

E già rimpiansi quelle due ore insieme a te
E già mi sentivo solo,
come un figlio senza la sua mamma.



giovedì 14 maggio 2009

braccia di gomma

il mare,
essere superiore,
mi guarda tranquillo.
trasparenza
col suo incessante,
indifferente,
su e giù.
Ritmo incalzante
ora quasi impercettibile
che solo se ci si appolaia sul confine con la terra
si notano briciole di sabbia
che pigre si lasciano smuovere
nel lento andirivieni
del tempo, della marea,
che viene e che va.

un giorno fu agitato, turbolento, intrattenibile,
ma ora no, è lento, scaldato dal sole generoso
turbato, per un attimo
da un sasso che vi precipita,
e lascia che le sue onde concentriche
si confondano con lui

equilibrio,
in movimento,
in attesa.

per godermi un altro istante,
un'altra ora,
un'altro anno.
consapevole che al di la del canneto
c'è una strada che passa
e su di essa
gente,
amici,
fratelli e sorelle.

un abbraccio per contenerli tutti,
bisognerebbe avere braccia di gomma.

lunedì 27 aprile 2009

Ombre

"Ci sono due specie di ombre.
Le ombre delle persone e quelle delle cose.

Le ombre delle persone sono sempre contente.
Quando che stanno davanti alla persona pare che guardano dove metterà il piede:
su un sasso liscio, un pezzo di carta o la morbida terra.
Quando che, invece stanno dietro alla persona pare che passano sull'impronte che ha lasciato
con una certa curiosa nostalgia.
Le ombre delle persone c'hanno rispetto della persona loro!
Un rispetto che diventa pure venerazione. Una cosa seria, insomma.

Mentre le ombre delle cose sono differenti.
Quello che nelle ombre delle persone è rispetto e venerazione,
nelle ombre delle cose diventa rabbia e invidia.
Le cose stanno immobili.
A volte ci restano per una vita, per un'eternità...
e le ombre delle cose gli si muovono attorno come bestie al guinzaglio.
E c'hanno un invidia terribile dell'immobilità delle cose.
Te ne parti per una vacanza e lasci una bottiglia appoggiata sul tavolo.

E così ci rimane per una settimana.
L'ombra della cosa si confonde nell'ombra della casa.
Al buio.
Poi appena torni,
accendi la luce,
e l'ombra della bottiglia a un certo punto spunta fuori dal buio.
E si va a girare chissa dove... e questo solo per una lampadina accesa.
Le ombre dele cose vorrebbero essere immobili come le cose stesse"

..che chiaramente non è mia.
E' di Ascanio Celestini in "La fabbrica", Cecafumo.

venerdì 24 aprile 2009

sobri[età]

Si pensava,
passeggiando nel'immenso campo di grano maturo,
[si lo so che non è tempo di grano, è una metafora]
a come tenersi per mano
oggi sia, in fondo,
una voglia
più che un bisogno.

di come,
e questa non è mia,
dovrebbe essere più facile
essere genitori che figli,
in quanto i genitori,
figli, già lo sono stati.

e di come,
vivere la propria vita,
perseguendo le aspettative
che si hanno per i propri figli,
rende le cose difficili,
anche se figli non ce ne si ha.

di come ci starebbe bene una cascata in giardino.
di come ci starebbe bene un giardino intorno casa.
di come ci starebbe bene... avere una casa.

..e che tuttosommato
la sobrietà
è un valore
da recuperare..
.

martedì 14 aprile 2009

Carichi pendenti

ribadisco ulteriormente,

e non biasimo chi ne è stufo,
che:
critiche ironiche,

sarcastiche,
e/o di qualsivoglia natura
non costruttiva,
riferite a scelte altrui,
che non risultino allineate
con i propri criteri di giudizio,
suscita in me profonda perplessità,
oltre che profondo fastidio.

Considero inoltre imprescidibile
per una evoluzione,
spirituale,
responsabile,
fertile,
affrontare i propri fantasmi,
o eventualmente miti,
[più in genere i traumi simbolici più o meno consci],
slegandosi da ogni incarnazione mitologica,
ma perseguendo l'analisi
intimamente consapevoli del pretesto e del contesto.

Concludo elogiando,
tutte le persone amiche,
e ringraziandoli,
profondamente convinto,
per i loro sentimenti e la loro intelligenza,
li auguro la pace del cuore.

[li esorto inoltre a sfatare i tabù delle chiacchiere tra sconosciuti di sesso opposto,
a evitare di inviare SMS in piena notte oltrechè rispondervi ignorando i pali che si ha di fronte,
ad assicurare una adeguata conoscenza delle strade e le destinazioni che si hanno come obbiettivi,
 di prepararsi una risposta efficace nel caso a qualcuno venga in mente di chidervi
"di che si occupa lei?"]

venerdì 20 marzo 2009

metereopatie

Ritorna il cielo grigio,
e il dubbio
"piove o non piove?"

il sole sparisce.
E non è che sia come quando,
i nuvoloni bianchi, grossi, soffici, ma ben definiti,
occupano un pezzo di cielo azzurro e il sole si nasconde li dietro.

perchè si sa che la nuvola si muove,
il sole si muove,
e prima o poi verrà fuori di nuovo,
e l'alternarsi sole - nonsole distrae,
magari,
ma non preoccupa.

Oggi invece il cielo e totalmente grigio.
Uniforme.
senza imperfezioni.
Che se nascessi oggi e guardassi il cielo,
potrei anche pensare che il cielo è cosi.
grigio
e che il sole non esiste.

e allora se il cielo è grigio
e il sole non c'è
allora vado a guardare il mare
[davvero mi alzo e vado a guardare il mare]
ma comè malinconico anche il mare
senza il sole
e con il cielo grigio su.

Ma no, Ma no
non dovrei farmi influenzare.
in fondo come può un cielo grigio
un sole che non c'è
e un mare malinconico
influenzare il mio stato d'animo

grigio, assente, malinconico...

ma no.

Ma ora tutto è lontano.
Perchè quando vai lontano per cercare quello che vuoi,
per arrivare a toccarlo,
a farlo tuo,
quando ritorni,
[chetelodicoaffà]
quello che hai trovato è lontano.

E allora giù giù giù...

tutto di nuovo
appiediallaria

tutto di nuovo
machestoaffà

tutto di nuovo
quando cazzo esce il sole?