Gringo rimaneva impassibile di fronte allo stress.
nonostante il magazzino fosse tutto pieno era sicuro che all'arrivo del camion nel pomeriggio qualche spazio si sarebbe creato.
"tutto è in equilibrio" continuava a dire girando intorno col suo muletto a forche cercando di scansare le pedane vuote e rotte che venivano accatastate nei pochi spazi che lo consentivano.
Lola era invece di fronte al PC con tutti i numerini che si aggiornavano in tempo reale "forse ha ragione, ma non riesco a capire come faccia ad essere così tranquillo" ieri era festa ed era normale che il magazzino fosse rimasto immobile nel suo stato di riempimento, ma non capiva come faceva ad essere tanto tranquillo che nel pomeriggio sarebbe successo qualcosa.
"quel che entra prima o poi esce" diceva e aveva ragione, ma la sua strategia di stressare il sistema per ridurre i costi comportava grossi rischi. Cosa sarebbe successo se all'arrivo del camion non si fossero liberati gli scaffali?
Sarebbe stato necessario tenerlo parcheggiato nel piazzale, e occorreva pagare l'autista, che si sarebbe poi fatto sentire dall'amministrazione che non aspettava altro che cazziare il Gringo burbero che voleva sempre ragione.
"i numeri non mentono" sosteneva "3+2 farà 5 per sempre, almeno che qualcuno non cambia le regole ma perchè dovrebbe farlo?". i numeri. erano il suo equilibrio, la sua certezza e trovava sempre il modo di far tornare tutto. Era nato da un coito tra numeri primi, e lui inspiegabilmente lo era a sua volta.
Lola cercava invece l'equilibrio nell'amore e ne era devastata.
vedeva in lui l'uomo perfetto, come quello di Finardi, e si era convinta che solo stando insieme a lui avrebbe trovato la pace e l'equilibrio che da sempre le mancava.
lui al contrario cercava nell'amore il turbamento, la perdita del controllo.
L'amore e i numeri non avevano nulla a che fare e di conseguenza sarebbe stato assurdo cercare nel primo ciò che solo i secondi potevano dare.
Lola era carina, dolce e a volte i suoi occhi erano davvero meravigliosi. Ma all'interno del magazzino tutto era numeri.
e i suoi occhi forse erano un 7 o un 67 o addirittura un 121. Ma poi diventavano un 4 o un 12, banali e facilmente riconducibili a unioni formali.
ma il 7 era umile, unico, nuovo, il primo frai primi. e il 121, nato dall'autoerotismo del perfettissimo 11. e pensare che il 12 gli era così vicino.
A Lola i numeri non tornavano affatto. Non avrebbe mai saputo cosa c'era effettivamente nel suo magazzino e anche se Gringo continuava a ripetere che non era un problema lei si era fissata a cercare i clandestini, ciò che i sistemi informativi non riuscivano ad individuare.
Secondo lei ci sarebbe dovuto essere uno scaffale vuoto che avrebbe potuto accogliere il nuovo carico, ma seduta di fronte al suo terminale c'era una squadratura.
"C'è uno scaffale libero, ma tutti gli scaffali sono pieni" era l'informazione contenuti in quei dati "SI, ma dove!??"
aveva provato a camminare e cercare quel vuoto, ma camminare per quegli spazi le incuteva una paura matta e preferiva guardarli col filtro dello schermo LCD.
E solo lei sapeva quante volta aveva controllato, confrontato, unito, diviso. Quando chiedeva aiuto a Gringo lui sorrideva e diceva
"l'eccezione non conferma mai la regola: una delle due mente. guarda meglio" e lei si disperava.
Era pausa pranzo.
"Andiamo a mangiare?" disse Gringo serafico
"Come? non vedi che stiamo nella merda?" rispose lei
"rimanere a digiuno non servirà, forse a mente fresca riusciamo a trovare il vuoto..." rispose lui sorridendo
"andiamo" disse lei che malgrado tutto continuava ad avere fiducia in lui.
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