Sveglio.
Con lei schiaffata, incastrata, aggrappata all'ultimo sogno all'alba, proprio quel sogno che finisce quando suona la sveglia, e te lo porti dietro per tutta la giornata. Un sogno neanche piacevole di quelli ne belli ne brutti di quelli che te ne resti passivo perchè è così che deve andare e non ci puoi fare niente. E la guardi, lei, fantastica, sorridente con quegli occhi che quando ti guardano pensi... anzi non pensi perchè non ci capisci più niente... ma nel sogno non guardavano me; ero io che guardavo loro e loro che guardavano chissacchì che parlava, uno qualsiasi in mezzo a tutti. Noi dovevamo andare a Trieste o forse a Lisbona, ma in treno e alla stazione puntualmente sportellista antipatico che diffondeva false notizie e che turbava i nostri cuori da viaggiatori.
Ma il problema che lei era li anche prima di addormentarmi ieri notte. E volevo sentirla, senza un perché, e mi aspettavo che lei squillasse (chiamami lo sai che sono senza soldi), glielo avevo anche chiesto. E invece niente squillo. E allora quando l’esplosione dell’”Amore Davvero” terminava la sua manifestazione mediatica, ero li a spiaccicare la mia ultima sigaretta della giornata, gentilmente offerta dal mio amico padrone, sul fondo di una lattina, e già sentivo nel buio la sua voce e la mia voce, in quelle telefonata a fin di voce, con parole sottile tra lo sveglio e l’onirico, come una tisana rilassante per addormentarsi sereni. E allora pigiama, Musica napoletana (quella di una volta) di sottofondo, coperta di “PAIL”, cellulare, cordless… insomma…un istante dopo la sequenza tritonale che simulava dita sulla tastiera, si inserisce lei, terribile, odiosa, fredda, insensibile, ad avvisarmi che il suo cellulare era spento. Anzi no, per avvisarmi che lei aveva spento il suo cellulare. che lei non voleva sentirmi, che lei voleva giocare a fare la dura.
Non sono mai stato in grado di tollerare i giochi di ruolo al di fuori dei giochi. Mi piacciono i giochi di ruolo all’interno di un gioco. Ma quando realtà e gioco si mischiano e si confondono non lo capisco affatto e quasi smetterei di giocare… ma cazzo non è un gioco!!! Perché poi se vuoi giocare io gioco ma dimmelo.
E allora ho deciso.
Basta. Non la voglio sentire più (fitta al cuore allo stomaco e alle gambe) cazzo non ce la posso fare. Perché lei è bellissima e non so se questo è un bene o questo è un male. E non solo.
Hai presente quando (cazzo) ti ritrovi proprio Lei, quella che hai sempre cercato quella perfetta, quella che hai sempre desiderato quella che proprio è come l’hai descritta al tuo migliore amico quando, entrambi ubriachi ti è venuto a chiedere, “ ma come la vorresti????” e tu sinceramente e spontaneamente descrivi lei?
Cazzo i desideri. Cazzo i desideri che si realizzano, perché non ci puoi fare proprio niente. Non hai più alibi. Non hai più scuse. Devi per forza prenderli non puoi dire di no. E’ quello che hai sempre desiderato. Non è una cosa che ti è capitata.
E allora perché non ce la faccio? Perché alla gente “li” piace lamentarsi, perché in fondo in fondo la gente non la vuole la felicità. La gente felice poi viene delusa. La gente felice si illude di essere felice. Meglio trovare anche in quel che c’è intorno a te che è bello, piacevole, soddisfacente, qualcosa che non va. E lamentarsi. E girarsi, dare le spalle ai desideri che si realizzano e con non curanza dimenticarli, con un “amo” infilzato nel cuore, e un filo che ti tira e ti strazia “ohhhhh che dolore…come sto male” e una lacrima e sorretta da un sorriso.
Ma torniamo a me. Con al dito l’anello di legno del mio cuoco latinista a darmi la forza, oggi non la voglio chiamare. E non so come andrà a finire. Magari sarà lei a chiamarmi (uno squillo lo ha già fatto(non ho soldi chiamami!)), o magari non sentirsi per un giorno non farà male a nessuno; e allora neanche domani e vediamo quello che sarà. O forse sarà la prova per l’addio..Che ne so.
Magari averci una storia così.
Non mi piacciono i giochi all'infuori dei giochi. La penso così. Esattamente. Anch'io. Ma allora poi perchè ci troviamo sempre in questo continuo partecipare ai giochi degli altri e non chiamiamo anche se vogliamo sentire e chiamiamo solo perchè dobbiamo ed è troppo scoprire tutte le difese anche quando ti vuoi veramente bene. Chi ha inventato questo gioco crudele che è l'amore per distrarci dai problemi veri del quotidiano? E' un gioco ben congeniato...una volta giocato non se ne esce più...
RispondiElimina"..e tu,tu lo chiami amore e non sai che cos'è..e tu, tu lo chiami amore e ti chiedi perché" mi sussurra il buon, ormai vecchio, fabrizio.
RispondiEliminacredo che l'assenza di regole (razionali) che gestiscono l'amore, si possa confondere con le strutture dei giochi, dove le regole del viver comune vengono abbattute, almeno in parte, e valgono nuove regole (quelle del gioco), e quindi qualcuno si può confondere tra amore e gioco.
Nasce dunque l'amore ludico, dove l'assenza di regole in realta diventa un introduzione di regole (descritte magari a livello mediatico da parte di personaggi come la de filippi) che inconsciamente, mancandoci ogni appiglio razionale, tendiamo a seguire. BADABENE non è più AMORE ma AMORE LUDICO, e si sa che ogni gioco deve avere un vinto e un vincitore...
OPPURENO'(...?...)