sabato 21 marzo 2009

basso profilo

come sogliole,
confusi con il contesto,
per passare inosservati,
in osservazione,
quasi sparire.
senza smettere
di essere parte integrante
delle proprie scelte.

venerdì 20 marzo 2009

metereopatie

Ritorna il cielo grigio,
e il dubbio
"piove o non piove?"

il sole sparisce.
E non è che sia come quando,
i nuvoloni bianchi, grossi, soffici, ma ben definiti,
occupano un pezzo di cielo azzurro e il sole si nasconde li dietro.

perchè si sa che la nuvola si muove,
il sole si muove,
e prima o poi verrà fuori di nuovo,
e l'alternarsi sole - nonsole distrae,
magari,
ma non preoccupa.

Oggi invece il cielo e totalmente grigio.
Uniforme.
senza imperfezioni.
Che se nascessi oggi e guardassi il cielo,
potrei anche pensare che il cielo è cosi.
grigio
e che il sole non esiste.

e allora se il cielo è grigio
e il sole non c'è
allora vado a guardare il mare
[davvero mi alzo e vado a guardare il mare]
ma comè malinconico anche il mare
senza il sole
e con il cielo grigio su.

Ma no, Ma no
non dovrei farmi influenzare.
in fondo come può un cielo grigio
un sole che non c'è
e un mare malinconico
influenzare il mio stato d'animo

grigio, assente, malinconico...

ma no.

Ma ora tutto è lontano.
Perchè quando vai lontano per cercare quello che vuoi,
per arrivare a toccarlo,
a farlo tuo,
quando ritorni,
[chetelodicoaffà]
quello che hai trovato è lontano.

E allora giù giù giù...

tutto di nuovo
appiediallaria

tutto di nuovo
machestoaffà

tutto di nuovo
quando cazzo esce il sole?




mercoledì 11 marzo 2009

Arrivederci Ganesha

dunque,
pare proprio che l'esperienza ganesha
stia per volgere al termine.

causa diatribe varie,
circostanze sfortunate
e ulteriori ricerche in generale
mi ritrovo ad abbandonare,
con rammarico,
il progetto cominciato ormai sei mesi fa.

nonostante rimanga un angolo di vita fondamentale,
metto tutto nello zaino,
e ricomincio il mio viaggio.

Forse tornerò un giorno,
ma per ora se passate di li
non mi troverete nell'orto a togliere le lumache dai cavoli,
a rincorrere le galline per rimetterle nel pollaio,
a raccogliere mandorle dagli alberi,
a togliere le erbacce per farci il compost.
No.

e visto che Battisti mi sta accompagnando in questo periodo,
altra di lui citazione, meno nota

a presto mie nuove notizie..


Perché tu non vieni insieme a noi
in paese fra la gente insieme a noi
in quella cascina così solo cosa fai
La domenica la messa finalmente sentirai.

No non mi va preferisco restare qui
ho la vacca ed il maiale non li posso abbandonar così
pompar l'acqua del canale poco fieno nel fienile troppo da fare
prepararmi da mangiare un'occhiata sempre all'orto
quando è sera stanco morto mi diverto solamente a dormire.

Sì ma non è vita questa qua

se ti compri il vestito della festa
chissà potresti anche far girar la testa
e se poi non ci riesci
appena fuori dal paese c'è la giostra.

No non mi va preferisco restare qua

io in paese ci ho vissuto già qualche mese
se di notte fai un passo con la lingua
che è un coltello ti tagliano gli abiti addosso
e se parli a una ragazza che è già stata fidanzata
loro ti mettono due timbri: ruffiano e prostituta
e se qualcuno non difende i suoi interessi con le unghie e con i denti
è degradato ad ultimo dei fessi per non dire degli impotenti.

Avrai anche un dancing per ballare

e poi un biliardo per giocare
avrai un'osteria dove tu puoi bere
e poi il televisore da guardare,
potrai anche peccare se lo vuoi!

No non mi va molto meglio restare qua ,

no non voglio entrare in mezzo all'invidia e la perfidia
non voglio stare a duellar fra gelosie sporche dicerie
e bigottume delle dolci e care figlie di Maria
e la politica del curato contro quella della giunta
tutti lì a vedere chi la spunta
e sorrisi e compremessi e fognature dentro i fossi
no no io non ci sto
no no io non ci sto
Io non posso parlare solo di calcio e di donne
di membri lunghi tre spanne non posso parlare
di tutte le corna del droghiere
e dell'ulcera duodenale del padre del salumiere
non posso parlare
Potrai avere un giorno anche dei figli!
Per farli diventar così preferisco alleva vitelli e conigli!

(le allettanti promesse - Battisti, Mogol)

giovedì 5 marzo 2009

bipolarismo

E se davvero tu vuoi vivere una vita luminosa e più fragrante,
cancella col coraggio quella supplica dagli occhi.
 

Troppo spesso la saggezza è solamente la prudenza più stagnante,
e quasi sempre dietro la collina è il sole.
 

Ma perché tu non ti vuoi azzurro e lucente,
ma perché tu non vuoi
spaziare con me

volando intorno la tradizione,
come un colombo intorno a un pallone frenato
e con un colpo di becco
bene aggiustato forato e lui
giù... giù... giù...
 

e noi ancora ancor più su,
planando sopra boschi di braccia tese,
un sorriso che non ha
né più un volto né più un'età.
 

e respirando brezze che dilagano su terre senza limiti e confini,

ci allontaniamo e poi ci ritroviamo più vicini.
 

e più in alto e più in là..
(se chiudi gli occhi un istante)
ora figli dell'immensità.
 

Se segui la mia mente se segui la mia mente
abbandoni facilmente le antiche gelosie.
 

ma non ti accorgi che è solo la paura che inquina e uccide i sentimenti
le anime non hanno sesso né sono mie.
 

Non non temere tu non sarai preda dei venti
 

ma perché
non mi dai la tua mano
perché

potremmo correre sulla collina
e fra i ciliegi veder la mattina
che giorno è...

E dando un calcio ad un sasso
residuo d'inferno e farlo rotolar
giù... giù... giù
...


(La collina dei ciliegi - Battisti Mogol)

giovedì 19 febbraio 2009

sarebbe stano

sarebbe strano,
scegliere un piatto dal menù senza sapere
di che si tratti.

ricordare,
- che sempre di ricordi si tratta -
l'idea originale,
quella che realmente
ha reso la tua vita quello che è
(lo que sea)

ridipingere la propria stanza,
appena affittata,
di un colore di cui ignoravi l'esistenza,
ma che qualcuno ti descrisse
e che chiamò
OCRA


non suggerire la risposta,
al tuo compagno di banco,
interrogato a sorpresa
(per base la stessa base e per esponente la somma degli esponenti)
in quanto insicuro,
sulla correttezza
della risposta stessa.

inseguire,
con un cappelino in testa,
di quelli con la visiera,
una ragazza solo per sapere dove va,
e scoprire che entra in chiesa.

piegare meticolosamente,
innumerevoli maglioni,
individuando fittizie linee di confine,
tra ciò che va su,
e ciò che va giù.

sorridere,
anzi ridere come un pazzo,
per qualcosa di inaccettabile,
inspiegabile,
assurdo,
considerando inconscialmente la risata,
l'unico mezzo per non essere costretti
a rifiutare quel pensiero,
anzi,
per accettarlo
(senza metaccettarlo)

perdersi,
senza seguire una mappa,
senza guardare una bussola,
senza leggere il nome della via,
e sentirsi frustato,
perchè si vorrebbe stare a casa.

perchè ascoltare,
a volte,
e il miglior modo per stare zitti
.

martedì 3 febbraio 2009

fuoco ricco

non ricordo,
se già vi ho parlato di ricordi,
e della mia poca capacità a ricordare.
chissà perchè...
ma ho appena smesso di ricordare che,
ieri sera,
nel intervallo di tempo
tra la luce spenta e la perdita onirica di coscienza,
col pensiero componevo le prime pagine di un mio nuovo romanzo,
e parlavo dei ricordi.

Erano pensieri spontanei, liberi e sciolti.
che si mettevano in fila, uno dietro l'altro
descrivendo un profilo definito e benevolo
che avrebbe spinto il lettore a immergersi nella lettura.

chiaramente già è tanto che me lo sono ricordato,
l'evento dico, e in parte anche il suo profumo.
Ma proprio non ricordo null'altro

martedì 27 gennaio 2009

Se non vuoi vedere, non guardare

anno nuovo,
(giadaunpo')
grafica nuova.
giusto perche,
in questi giorni,
le parole rimangono bruchi nella testa,
e proprio non celasifà a trasmutarli in farfalle.
sarà il freddo,
saranno i vari casini in giro per il mondo,
vicini e lontani,
mapperora,
abbiate pazienza,
lavoro sulle immagini.

approposito.
scusate la retorica ambientalista,
per chi l'avesse vista,
nella copertina qui sopra
(che tralaltro ancora non mi convince del tutto, qualche idea?)

ma si sa che io, nella retorica, ci sguazzo