giovedì 10 gennaio 2008

bentornato

que il tempo passa
a volte fischiettando
melodie già conosciute
e ti spremi,
come le arance la notte di natale,
le opche meningi rimaste con del succo
rimanendo di stucco
quando
inserita la chiave nella apposita fessura
il motore romba e sale la paura
che poi non è così
in realta era solo per fare rima
e per fare una cosa,
che in fondo non avevi fatto prima
lunghi kilometri
kilometri brevi
prima tappa sulla costa adriatica
vicino fano
a parlar col padre
non per chiedere la mano
ma per legittimare scelte non tue
que il libro tu lo leggi,
que qualcuno la scritto,
e non e colpa mia se non ti piace
amico mio scrittore.
i carciofi bhe erano buoni

di notte con la pioggia a cercare un tetto
una campagna e una mamma che ancora non lo è
una casa in collina
che fa freddo di sera e di mattina,
sorseggiando primitivo
parlando, con amargura,
di ciò che per un po cambierá la vita...

e passeggiata nei verdi campi
con i cani suicidi che cerchi di salvare
è casine di paterno,
vicino ancona, la seconda tappa.
era il 31, l'ultimo dell'anno,
a cercare pastasfoglia per la kish alla cupa

e uno spazio rinnovato pulito e rigenerato,
che a volte non basta andare contro,
si sa
a volte serve piantare e far crescere,
BUON ANNO
e via, a mangiare lenticchie che porta bene
e via in piazza a sentire i Ciao Rino,
ballando con giovani afgani ubriachi
che un po' volevano fa festa
e un po' fare pace col mondo.

e via si riparte destinazione
estrema italia,
varigotti,
dal fratellone e i due pupi
Giacomo e Caterina,
spettacolo puro
alla ricerca di una stanza per la notte
che pioveva e fredda era l'aria
e tutto il giorno a giocare a nascondino
mi trovi se mi nascondo qui?

e il giorno appresso
neve dappertutto
ma si parte lo stesso
anche co tempo brutto,
dalla liguria tappa a ventimiglia
kebab e pizza
e via verso la francia.
Francia:
l'autostrada è blu
e costa cara
la superstrada verde.... dimmi te se non si potevano mettere daccordo...
e notte e le scritte sui cartelli parecchio confusi e allora ci fermiamo a Nimes per la notte
con gli occhi stanchi e le ossa notte.
si dorme sotto la torre
dopo un sbrocco senza motivo
e col freddo che entrava senza chiedere permesso.
e alle 7 giá svegli che non si poteva dormire piú..
e giu verso montpellier senza fermarci fino a perpignan
che l'autostrada costa tanto e allora un attimo prima si gira a destra
i pirenei francesi,
strada di campagna,
la strada del vino,
passando per foix e ancora dritti
fino a rincontrare l'autosrada e dritti dritti,
fino a san sebastian,
e le tapa messe li sul bancone
e l'oceano e la spiaggia infinita,
e il casco viejo e le case dei pescatori

e la solitudine
e la solitudine rifiutata
e le due solitudini

e colazione dagli indipendentisti
che scrivono per i turisti
qui non siete ne in francia
ne in spagna
questo è il pais basco!

e la multa sulla macchina,
e il ticket ancora valido
si va alla policia municipal
che ci dice...
avete ragione,
ma siete italiani
potete anche non pagarla

e allora via di nuovo,
verso bilbao
parcheggiare in centro che fino a lunedi non si paga
e cercare da dormire
e trovare la casa multicolore
con la gente che entra senza bussare
ma va bene uguale

e litigare per un kebab
e far pace per un chino
cercando di capirci qualcosa con il basco

e ancora la mattina cn luce forte, e il lungofiume senza fine
architetture improbabili,
prati e parcogiochi che sembrano luna park
e perdersi sulla montagna e tornare indietro
si va a santander.
che non ci piace
e allora giu vino a burgos,
che oggi e festa dicono
y manana no se puede madrugar
e qui si mangia bene e costa poco
ed eccolo li,
el camino de santiago
un pezzo l'ho fatto pure io,
ma c'era una cerveceria
continuiamo dopo...
e la cattedrale gotica,
e il kebab a 3.10
e si va a nanna che domani si rientra

giu giu giu
a zaragoza
col casco viejo viejo viejo
e non si trova da dormire
che non c'e posto per dormire
e alla fine era notte e finalmente lo si incontra
e girar di notte che mi sembra taranto vecchia.
(a proposito zaragoza si legge saragosa.....
.... e zara, si legge sara...)

e domani si torna a sevilla percorrendo la mancia
dove don chijote lottava contro i mulini a vento

corricorricorri, schiva madrid
corricorri
vino a toledo e da li strada provinciale tutte curve tutto buio
meglio della play station

in breve ecco
non so quanti chilometri
non so quanto ho speso
ma questo è anche se di più
ma poi ne parliamo
se ti va

2 commenti:

  1. Ciao caro,

    un viaggio bellissimo, alcuni stralci mi hanno riportato al mio viaggio di tanto tempo fa... che poi in fondo non è neanche tantissimo... e zaragozza hai ragione un po' gli fa uno squillo a Taranto. Ma il deserto di terra rossa non lo hai incontrato salendo dalla costa brava?

    Sono molto contento ci sia riuscito a fartelo sto viaggio... le difficoltà condiscono la bellezza del momento, ma certe volte ne faresti a meno, il dicorso è che in capitolo hai voce poca e rauca.

    Di queste vacanze tra i ricordi tarantini porterò sicuramente un sacco di belle chiacchiere assieme come non ne facevamo da tempo e una "Baracca" simpatica alla memeoria.

    Sto' weekend me lo faccio a Torino, a vererla col vestito buono di "Luci d'artista".

    Che bello che è girovagare...

    Saluti Ale

    Favlo

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  2. ... commentare non serve... no no no...

    e dopo questo post...

    "...tu non mi hai visto ma tra una valigia e le provviste della mamma dietro al sedile c'ero anche io..."

    buon rientro...

    baci

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