que il tempo passa
a volte fischiettando
melodie già conosciute
e ti spremi,
come le arance la notte di natale,
le opche meningi rimaste con del succo
rimanendo di stucco
quando
inserita la chiave nella apposita fessura
il motore romba e sale la paura
che poi non è così
in realta era solo per fare rima
e per fare una cosa,
che in fondo non avevi fatto prima
lunghi kilometri
kilometri brevi
prima tappa sulla costa adriatica
vicino fano
a parlar col padre
non per chiedere la mano
ma per legittimare scelte non tue
que il libro tu lo leggi,
que qualcuno la scritto,
e non e colpa mia se non ti piace
amico mio scrittore.
i carciofi bhe erano buoni
di notte con la pioggia a cercare un tetto
una campagna e una mamma che ancora non lo è
una casa in collina
che fa freddo di sera e di mattina,
sorseggiando primitivo
parlando, con amargura,
di ciò che per un po cambierá la vita...
e passeggiata nei verdi campi
con i cani suicidi che cerchi di salvare
è casine di paterno,
vicino ancona, la seconda tappa.
era il 31, l'ultimo dell'anno,
a cercare pastasfoglia per la kish alla cupa
e uno spazio rinnovato pulito e rigenerato,
che a volte non basta andare contro,
si sa
a volte serve piantare e far crescere,
BUON ANNO
e via, a mangiare lenticchie che porta bene
e via in piazza a sentire i Ciao Rino,
ballando con giovani afgani ubriachi
che un po' volevano fa festa
e un po' fare pace col mondo.
e via si riparte destinazione
estrema italia,
varigotti,
dal fratellone e i due pupi
Giacomo e Caterina,
spettacolo puro
alla ricerca di una stanza per la notte
che pioveva e fredda era l'aria
e tutto il giorno a giocare a nascondino
mi trovi se mi nascondo qui?
e il giorno appresso
neve dappertutto
ma si parte lo stesso
anche co tempo brutto,
dalla liguria tappa a ventimiglia
kebab e pizza
e via verso la francia.
Francia:
l'autostrada è blu
e costa cara
la superstrada verde.... dimmi te se non si potevano mettere daccordo...
e notte e le scritte sui cartelli parecchio confusi e allora ci fermiamo a Nimes per la notte
con gli occhi stanchi e le ossa notte.
si dorme sotto la torre
dopo un sbrocco senza motivo
e col freddo che entrava senza chiedere permesso.
e alle 7 giá svegli che non si poteva dormire piú..
e giu verso montpellier senza fermarci fino a perpignan
che l'autostrada costa tanto e allora un attimo prima si gira a destra
i pirenei francesi,
strada di campagna,
la strada del vino,
passando per foix e ancora dritti
fino a rincontrare l'autosrada e dritti dritti,
fino a san sebastian,
e le tapa messe li sul bancone
e l'oceano e la spiaggia infinita,
e il casco viejo e le case dei pescatori
e la solitudine
e la solitudine rifiutata
e le due solitudini
e colazione dagli indipendentisti
che scrivono per i turisti
qui non siete ne in francia
ne in spagna
questo è il pais basco!
e la multa sulla macchina,
e il ticket ancora valido
si va alla policia municipal
che ci dice...
avete ragione,
ma siete italiani
potete anche non pagarla
e allora via di nuovo,
verso bilbao
parcheggiare in centro che fino a lunedi non si paga
e cercare da dormire
e trovare la casa multicolore
con la gente che entra senza bussare
ma va bene uguale
e litigare per un kebab
e far pace per un chino
cercando di capirci qualcosa con il basco
e ancora la mattina cn luce forte, e il lungofiume senza fine
architetture improbabili,
prati e parcogiochi che sembrano luna park
e perdersi sulla montagna e tornare indietro
si va a santander.
che non ci piace
e allora giu vino a burgos,
che oggi e festa dicono
y manana no se puede madrugar
e qui si mangia bene e costa poco
ed eccolo li,
el camino de santiago
un pezzo l'ho fatto pure io,
ma c'era una cerveceria
continuiamo dopo...
e la cattedrale gotica,
e il kebab a 3.10
e si va a nanna che domani si rientra
giu giu giu
a zaragoza
col casco viejo viejo viejo
e non si trova da dormire
che non c'e posto per dormire
e alla fine era notte e finalmente lo si incontra
e girar di notte che mi sembra taranto vecchia.
(a proposito zaragoza si legge saragosa.....
.... e zara, si legge sara...)
e domani si torna a sevilla percorrendo la mancia
dove don chijote lottava contro i mulini a vento
corricorricorri, schiva madrid
corricorri
vino a toledo e da li strada provinciale tutte curve tutto buio
meglio della play station
in breve ecco
non so quanti chilometri
non so quanto ho speso
ma questo è anche se di più
ma poi ne parliamo
se ti va
a volte fischiettando
melodie già conosciute
e ti spremi,
come le arance la notte di natale,
le opche meningi rimaste con del succo
rimanendo di stucco
quando
inserita la chiave nella apposita fessura
il motore romba e sale la paura
che poi non è così
in realta era solo per fare rima
e per fare una cosa,
che in fondo non avevi fatto prima
lunghi kilometri
kilometri brevi
prima tappa sulla costa adriatica
vicino fano
a parlar col padre
non per chiedere la mano
ma per legittimare scelte non tue
que il libro tu lo leggi,
que qualcuno la scritto,
e non e colpa mia se non ti piace
amico mio scrittore.
i carciofi bhe erano buoni
di notte con la pioggia a cercare un tetto
una campagna e una mamma che ancora non lo è
una casa in collina
che fa freddo di sera e di mattina,
sorseggiando primitivo
parlando, con amargura,
di ciò che per un po cambierá la vita...
e passeggiata nei verdi campi
con i cani suicidi che cerchi di salvare
è casine di paterno,
vicino ancona, la seconda tappa.
era il 31, l'ultimo dell'anno,
a cercare pastasfoglia per la kish alla cupa
e uno spazio rinnovato pulito e rigenerato,
che a volte non basta andare contro,
si sa
a volte serve piantare e far crescere,
BUON ANNO
e via, a mangiare lenticchie che porta bene
e via in piazza a sentire i Ciao Rino,
ballando con giovani afgani ubriachi
che un po' volevano fa festa
e un po' fare pace col mondo.
e via si riparte destinazione
estrema italia,
varigotti,
dal fratellone e i due pupi
Giacomo e Caterina,
spettacolo puro
alla ricerca di una stanza per la notte
che pioveva e fredda era l'aria
e tutto il giorno a giocare a nascondino
mi trovi se mi nascondo qui?
e il giorno appresso
neve dappertutto
ma si parte lo stesso
anche co tempo brutto,
dalla liguria tappa a ventimiglia
kebab e pizza
e via verso la francia.
Francia:
l'autostrada è blu
e costa cara
la superstrada verde.... dimmi te se non si potevano mettere daccordo...
e notte e le scritte sui cartelli parecchio confusi e allora ci fermiamo a Nimes per la notte
con gli occhi stanchi e le ossa notte.
si dorme sotto la torre
dopo un sbrocco senza motivo
e col freddo che entrava senza chiedere permesso.
e alle 7 giá svegli che non si poteva dormire piú..
e giu verso montpellier senza fermarci fino a perpignan
che l'autostrada costa tanto e allora un attimo prima si gira a destra
i pirenei francesi,
strada di campagna,
la strada del vino,
passando per foix e ancora dritti
fino a rincontrare l'autosrada e dritti dritti,
fino a san sebastian,
e le tapa messe li sul bancone
e l'oceano e la spiaggia infinita,
e il casco viejo e le case dei pescatori
e la solitudine
e la solitudine rifiutata
e le due solitudini
e colazione dagli indipendentisti
che scrivono per i turisti
qui non siete ne in francia
ne in spagna
questo è il pais basco!
e la multa sulla macchina,
e il ticket ancora valido
si va alla policia municipal
che ci dice...
avete ragione,
ma siete italiani
potete anche non pagarla
e allora via di nuovo,
verso bilbao
parcheggiare in centro che fino a lunedi non si paga
e cercare da dormire
e trovare la casa multicolore
con la gente che entra senza bussare
ma va bene uguale
e litigare per un kebab
e far pace per un chino
cercando di capirci qualcosa con il basco
architetture improbabili,
prati e parcogiochi che sembrano luna park
e perdersi sulla montagna e tornare indietro
si va a santander.
che non ci piace
e allora giu vino a burgos,
che oggi e festa dicono
y manana no se puede madrugar
e qui si mangia bene e costa poco
ed eccolo li,
el camino de santiago
un pezzo l'ho fatto pure io,
ma c'era una cerveceria
continuiamo dopo...
e la cattedrale gotica,
e il kebab a 3.10
e si va a nanna che domani si rientra
giu giu giu
a zaragoza
col casco viejo viejo viejo
e non si trova da dormire
che non c'e posto per dormire
e alla fine era notte e finalmente lo si incontra
e girar di notte che mi sembra taranto vecchia.
(a proposito zaragoza si legge saragosa.....
.... e zara, si legge sara...)
e domani si torna a sevilla percorrendo la mancia
dove don chijote lottava contro i mulini a vento
corricorricorri, schiva madrid
corricorri
vino a toledo e da li strada provinciale tutte curve tutto buio
meglio della play station
in breve ecco
non so quanti chilometri
non so quanto ho speso
ma questo è anche se di più
ma poi ne parliamo
se ti va
Ciao caro,
RispondiEliminaun viaggio bellissimo, alcuni stralci mi hanno riportato al mio viaggio di tanto tempo fa... che poi in fondo non è neanche tantissimo... e zaragozza hai ragione un po' gli fa uno squillo a Taranto. Ma il deserto di terra rossa non lo hai incontrato salendo dalla costa brava?
Sono molto contento ci sia riuscito a fartelo sto viaggio... le difficoltà condiscono la bellezza del momento, ma certe volte ne faresti a meno, il dicorso è che in capitolo hai voce poca e rauca.
Di queste vacanze tra i ricordi tarantini porterò sicuramente un sacco di belle chiacchiere assieme come non ne facevamo da tempo e una "Baracca" simpatica alla memeoria.
Sto' weekend me lo faccio a Torino, a vererla col vestito buono di "Luci d'artista".
Che bello che è girovagare...
Saluti Ale
Favlo
... commentare non serve... no no no...
RispondiEliminae dopo questo post...
"...tu non mi hai visto ma tra una valigia e le provviste della mamma dietro al sedile c'ero anche io..."
buon rientro...
baci