venerdì 17 febbraio 2012

Lenti Scure

Che il sole a mezzaltezza
mi ricorda emotivamente i tramonti sul marpiccolo,
quando d'estate il sole si paralizzava
e rimaneva a guardarmi

lui affacciato sul mare
io affacciato al balcone

Ora il sole è lì
e un vento gelido lo tiene a galla

Ora ho il sole negli occhi
che si regge sui rami di un faggio senza foglie

Forse, a breve, gli passerà sotto un treno.
Qualcuno, attraverso il finestrino sporco,
ne rimarrà abbagliato
e indosserà lenti scure

lunedì 6 febbraio 2012

Pensieri di Medio Inverno

Esisterà, ne sono certo,
una qualche forma di proporzionalità inversa,
un fulcro centrale sul quale ruota lo sguardo
che lega il tempo vissuto con la prospettiva di pensiero.
Meno tempo si è vissuto più si tende a guardare con bramosia al futuro
Più il tempo passa più si guarda al domani, all'oggi, allo ieri e al passato.

Disorienta questa neve così alta è così bianca.
Che la cosa che più colpisce è il silenzio.
Che se il silenzio avesse un colore
- ho sempre pensato -
Sarebbe il nero.
Ma poi è arrivata la neve.
E ho capito che il silenzio è il bianco.
Al limite
è il rumore,
ad essere nero
- Con rispetto parlando per il nero - 

Che se sei persone volessero comunicare
dovrebbero metter su 15 canali di comunicazione.
Mettendoci un settimo in mezzo,
ne basterebbero 6,
ma non ci sarebbe comunicazione dirette.
Che peccato


giovedì 26 gennaio 2012

A star zitto troppo tempo

Bisogna ricominciare a scrivere
unpoppiùspesso
per riprendere lo stile e le parole
di un tempo che rischia di andar troppo lontano
e a vederlo irraggiungibile
alla fine sconforta

Ma ragnatele e ossidazione
rendono i meccanismi un bel po' lenti
e allora in assenza di lettori
cerco di riprendere la forma

che di poesia e di profeti
se ne sente la mancanza
in mezzo alla piazza infinita
che doppia il tempo e lo accartoccia

sabato 2 luglio 2011

Botanique

Ritrovarsi, volutamente, in una parentesi che sa tanto di passato.
Il passato traslato in avanti, con tutti i cambiamenti che tempoaddietro avvenero
A prescindere dal TEMPO, al quale, detto sinceramente, 
piu il tempo passa, meno ci credo,

Ma focalizzandosi sui cambiamenti, la serata è stata piuttosto emozionante.

Sarà stato l'odore di terra bagnata da acquazzone estivo
Sarà stato l'essere, solo, circondato da sconosciuti.

Saranno stato quelle GGiovani coppie con bimbi in spalla e sandali ai piedi
Saranno stati quegli ex fricchettoni ormai impiegati.. 

(fiscio all'orecchio destro)

 ...un po stempiati con t-shirt anemica
...beh certo sarà stata la piccolissima pietrolina nera sparsa in mezzo al tabacco
ma appena il concerto è cominciato non so quale ghiandola 
ha cominciato a produrre una quantità anomala di endorfine

tanto che ero li, 
ondeggiando come una spiga verde di grano,
con il solito sorriso idiota.
Chiaramente non ricordo nulla dei pensieri fatti,
tralaltro affascinanti,
ascoltando la voce del maestro
e già quasi mi è venuta voglia di essere un suo FAN.

ah no una me la ricordo (in realtà  l'avevo scritta e qui in calce la riporto)
una sera due bit si incontrarono e non ebbero nulla da dirsi

giovedì 19 maggio 2011

Cozze e Mortadella

Fin da piccino adoravo la Mortadella
Pane e mortadella...
tocchetti di mortadella,
Mortadella alla piastra
Mortadella con Gorgonzola,
Mortadella con stracchino,

Non potrò scordare poi di quella volta,
che in quel camposcuola ad Altamura
fu proposto un improbabile Involtino di mortadella e peperoni
(non è mica facile far mangiare i peperoni a dei ragazzini)

Del resto anche le cozze, quelle nere, piccoline, hanno un potenziale di estasi gastronomica non indifferente
Cozze gratinate,
impepata di cozze,
spaghetti con le cozze,
tubbettini con le cozze,
pasta fagioli e cozze,
riso patate e cozze

Ma le migliori sono le semplici cozze crude,
quelle allattamate (bianche bianche),
magari strappate a mano dagli scogli,
che quando le apri hanno il profumo degli abissi del male (provate a contraddirmi)
che per dare un tono più chic 
si inzuppano nell'aceto (che toglie un po' l'amaro)
conosciute, nella mia famiglia, come le cozze alla puttana

Oggi ho fatto richiesta (riuscendo ad evitarla fino ad oggi)
di cambio di residenza, da Taranto a Bologna.

E fa un certo effetto...



lunedì 10 gennaio 2011

In attesa alla stazione

seduti su una panca
senza spagliera ma con un ferro nel mezzo,
per poggiare il braccio ma è impossibile sdraiarsi.
Io e lei, equidistanti dal centro
provando ad abbracciarci, ma con il ferro freddo nel fianco.

Siamo li in attesa dell'addio.
Io e te e il nostro immenso amore
amore dal primo all'ultimo istante.
Ma ormai l'addio è certezza

Che già rimanemmo abbracciati,
a guardarci per ore,
sussurrando sentimenti senza timore.
E guardarti dormire e riempirti di carezze.

E ormai si era pronti per dirsi addio.
E il timbro secco della scatola gialla, a marchiare l'ora e il giorno.
Un ultimo abbraccio.

Poi sul binario l'uomo col capello tondo a dirci che sarebbe durato altre due ore il nostro addio.
"Il treno è in ritardo, guasto alla linea"
E il cuore, colmo di già malinconia, per un attimo si illuse.
Ma era chiaro l'inganno.
E quelle due ore,
in silenzio, senza più dire una parola.
E sguardi e sorrisi, e tu con gli occhi chiusi.
E a metà del percorso si era intrappolati
in quella attesa grottesca.
Che impietosa congelò ogni emozione
(che senso ha aspettare ancora?)
"E possibile che i treni in questo paesa non funzionino mai" urlai al controllore.
E il pensiero gia pensava al poi, impriginato nel quando.

Finche il treno arrivò.
Solo un tuo sorriso sciolse la rigidità di quel lungo addio.
E gia, uscendo sul piazzale, la malinconia ritornò.

E già rimpiansi quelle due ore insieme a te
E già mi sentivo solo,
come un figlio senza la sua mamma.



venerdì 19 marzo 2010

aquilone e tanti baci


Nuvole di fumo in fondo alla città
nuvole di vento, lo scirocco, come artigli nel cielo
Per il resto cielo azzurro limpido
e il verde di piante spontanee
a cercare spazio tra le pietre allineate
dei marciapiedi rotti

erba dove non ce n'è mai stata
quando, forse, sarebbe servita.
Terra non più calpestata dei piedi piccoli,
piedi ormai cresciuti
fermi ad aspettare
in quella file, lenta.

e alzare lo sguardo quando ti viene in mente.
E controllare che ci sia ancora movimento,
che ci sia ancora il respiro,
lento e leggero, quasi invisibile agli occhi.
Ed essere sorpreso da un sorriso inatteso,
ma sperato,
che libera,
per un attimo
gli stanchi pensieri arrab
biati.