che alla fine ieri ci sono andato a prendere un caffè con l'Amanda. che era da tempo che non ci parlavo, ma non so perchè ma tuttuntratto m'è parso che il suo accento fosse Veneto.
Che è sempre difficile decidere di andare a prendere un caffè con una donna.
Mi hanno detto un giorno che a Tirana [sembra lontana ma tra Tirana e Taranto ci sono meno chilometri che tra Agrigento e Bardonecchio, che non è in Veneto ma è lontano uguale] se un uomo e una donna vanno a prendere un caffe insieme è una sorta di promessa di matrimonio.
Che non sai mai se lei ci sta provando, se lei pensa che tu ci stia provando.
perchè andarsi a prendere un caffè secondo me è una bella mossa se una ti piace. Abbastanza intimo e con infinite destini successivi.
[destino 1. dopo il caffe parte l'amaro e poi un altro amaro e poi chissà]
[destino 2. Lei: "si è fatta una certa, ho da fare"]
[destino 3. Lui: "c'è una libreria qua dietro andiamo a dare un occhiata"]
[destino 4. Lui: "Io abito proprio qui dietro è un mio amico mi ha spedito delle cose da amsterdam....se ti può interessare.."]
[destino 5. Lei:"a me il caffe mi eccita" Lui "in che senso?"]
[destino 6. Lei:"mi ha fatto piacere conoscerti. il mio ragazzo è qui fuori. sentiamoci"]
Ora.
Il problema è che, come ben sapete, Amanda non esiste, o meglio non esiste più. prima esisteva.
Ora non più.
Questo vuol dire che potevo anche provarci, ma non è questo il motivo per cui vai a prendere un caffè con una che non esiste più. Sarebbe come darsi una zappa sui piedi.
Però è stata lei a chiamarmi. ed io credo che ad Amanda non le riuscirò mai a dire di No.
Ora.
Ero al bar serbo vicino lo scalo S.Lorenzo, e mi ero preso apposta un pomeriggio libero dal negozio di cioccolatini, il mio nuovo lavoro.
ero seduto al bancone, perchè a me la gente seduta ai tavolini da sola, mi mette un po' tristezza. allora ero seduto sullo sgabello, da solo, ma al bancone, sorseggiando una deliziosa Grappa al Montenegro, in uno di quei bicchieri col fondo pesante e con la linea per indicare fino a quando versare, ma che nei bar che piacciono a noi quella linea si sa, si deve superare. Era il bar sbagliato, lo sapevo, ma ero in anticipo di tre quarti d'ora.
Quando mancava solo un quarto d'ora mi arriva il suo messaggio.
"sono in ritardo, anzi non so se riesco a venire. Ma devo parlarti"
telefono scarico. in tutti i sensi. e mi crepa lì.
esco fuori e mi fumo una sigaretta. poi mi ricordo che sto smettendo e dopo 3 tiri la getto. e aspetto che mi venga una idea. Ma l'idea non arriva. E me ne torno a casa.
lei sa dove abito.
Metto su la bialettiakiazze per il cappuccino. alzo gli occhi.
sento un rumore.
Lei è qui.
a piedi scalzi entra in cucina. e si siede.
"Forse è arrivato il momento che tu mi restituisca le chiavi non credi?" le dico io.
e abbiamo preso il caffé.
in fondo non è male questo accento Veneto.